tisdag, oktober 31, 2006


Tanto tempo fa gli svedesi sapevano bene quali fossero i valori morali e sociali della destra. Högerpartiet (Partito della Destra così si chiamavano allora i moderati d'oggi) votò per esempio no al diritto di voto per le donne, no all'abolizione della pena di morte, no alla refezione scolastica, no alla pensione sociale, no all'assistenza sanitaria più o meno gratuita, no alle 40 ore di lavoro settimanali e no alle 5 settimane di ferie per tutti i salariati.Il partito della destra si era sempre opposto ad ogni tentativo di riforma sociale che cercasse di far progredire la Svezia verso una società più giusta ed egualitaria.Non é un caso che quella destra riuscì a conquistare la fiducia popolare soltanto durante nove anni complessivamente a partire dal 1930.Per questo motivo non scandalizzò nessuno quando nel 1969 il partito della destra (Högerpartiet) cambiò nome in Unione dei Moderati (Moderata Samlingspartiet), e nemmeno quando, in questi ultimi mesi, il vecchio partito della destra ha deciso di cambiare nuovamente nome da Unione dei Moderati a partito dei nuovi moderati (de nya moderaterna).Dal 1905 ai giorni nostri questi sono stati gli unici primi ministri del partito della destra prima e dei moderati poi. Christian Lundeberg (1905), Arvid Lindman (1906-1911), Carl Swartz (1917), Ernst Trygger (1923-1924), Arvid Lindman (1928-1930), Carl Bildt (1991-1994), fino all'attuale primo ministro Fredrik Reinfeldt divenuto tale ai primi di ottobre dopo la vittoria alle elezioni politiche.Dopo la profonda crisi del partito socialdemocratico culminata nella batosta elettorale, la destra svedese è ritornata al potere.Giá un paio di settimane prima delle elezioni uno scandalo aveva coinvolto esponenti di spicco del Folkpartiet liberalerna (sedicenti liberali) che fa parte della "Alleanza" ora al governo. Hackers erano penetrati nel sistema operativo dei computer socialdemocratici e avevano rubato informazioni poi usate in campagna elettorale.Ora è il turno dei nuovi moderati il cui governo appare decimato da tutta una serie di scandali che l'hanno messo in crisi fin dai primissimi giorni.Due ministri quello alla cultura e quello al commercio si sono dimessi e altri due - questo sono in molti a sperarlo- li seguiranno in tempi brevi, vale a dire il ministro all'emigrazione e quello all'economia.Un ministro ha dichiarato di aver fumato marijuana, un altro ha ammesso di aver fumato haschish (“I inhaled“) ha detto, un terzo é stato fermato per guida in stato di ubriachezza, un altro ancora sembra abbia utilizzato denari pubblici per fare delle spese private, e tutta una serie di ministri e vice-ministri hanno pagato in nero alcuni dipendenti oppure non hanno pagato il canone televisivo.
Qualcosa è sicuramente cambiato nella destra. I liberisti della nuova destra non rispettano più quei valori morali che a parole dicono di difendere.Tra i "nuovi moderati" pochissimi sono stati quelli che hanno ammesso per esempio di non aver pagato il canone per "motivi ideologici", la Tivù è socialdemocratica? Ed io non pago il canone.No, il canone rimane ma va versato ad una televisione "moderata".Il fatto che alcuni ministri abbiano sempre pagato in nero la bambinaia o la colf, non ha nulla a che fare con l'ideologia dei moderati: "Pagare meno tasse o non pagarle affatto", ma soltanto col fatto che i poveretti non erano abbastanza milionari da potersi permettere di pagare tasse e contributi per la servitù. La tanto sbandierata lotta al forte prelievo fiscale - troppo alto secondo i nuovi moderati, non diventa una legge che vale per tutti. Molto meno drammaticamente si può evitare di pagare le tasse trasferendo per esempio all'estero i capitali sociali delle società edilizie.La destra ha cambiato tattica pur conservando i suoi grigi ideali.È questo il veramente nuovo nel partito dei moderati.Il giovane revisionista Reinfeldt, ora primo ministro, che si proponeva di riformare il Welfare basandosi su dei valori nuovi e vicini a quelli dei socialdemocratici, si è trovato subito ad avere a che fare con moderati più tradizionalisti come per esempio Carl Bildt, già primo ministro all'inizio degli anni novanta, ed ora agli esteri e altri due anche loro dell'ala più conservatrice della destra.È sbalorditivo vedere che Carl Bildt - mai laureato e che deve la sua carriera politica al matrimonio con la figlia di uno dei capi storici del partito conservatore (ora però divorziato per sposarsi con l'italiana Annamaria Corazza), Carl Bildt che da primo ministro causò una crisi diplomatica con la Russia scambiando il pacifico nuotare di un branco di visoni con sottomarini-spia, sia ora diventato ministro degli esteri.Su Dagens Nyheter della settimana scorsa il ministro degli esteri esprimeva senza alcun pudore la propria ammirazione per l'architetto ai genocidi Henry Kissinger.La politica del nuovo governo, anche se afferma di voler soltanto operare alcune riforme, si basa su una strategia da guerra di classe.Nella nuova finanziaria i malati e i disoccupati pagheranno per consentire un minore prelievo fiscale.Secondo la nuova destra, la gente comune é pigra, imbrogliona e non merita alcuna fiducia. Insomma togliere ai poveri per dare ai ricchi. Bastone per il popolo e carota per i ricchi.Anche i mammasantissima democristiani, che fanno parte del governo, vogliono dire la loro. La privatizzazione degli ospedali e delle farmacie é qualcosa che sta molto a cuore al ministro ai problemi sociali Göran Hägglund. Se i farmacisti ricevono degli incentivi economici nel vendere garze, pillole e sciroppi, tutti i problemi relativi alla salute pubblica saranno risolti.Il ministro all'integrazione e alla parità dei diritti la "liberale" d'origini africane Nyamko Sabuni ha esordito ripromettendosi di legiferare visite ginecologiche obbligatorie per ragazze extracomunitarie di 14-15 anni, questo per controllare se le adolescenti sono state o no sottoposte a clitoridectomia.La proposta non é forse così folle, ma sarebbe stato economicamente più interesante imporre l'obbligo di analisi mediche del pancreas per i sessantenni di pelle chiara per evitarne il cancro.E, senza coinvolgere immediatamente l'intero paese, si potrebbe almeno iniziare a fare le analisi quartiere per quartiere nelle grandi città, partendo magari dai quartieri alti.


(Grazie a Guido Zeccola che ha fatto la traduzione)

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